il 2010 campione regionale downhill  con Emiliano "Pisolo" Crasti ed  Emanuele  "Stronky"  Grimani
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11 Aprile 2010
Cingoli
Elenco, risultati e classifiche delle gare 2010
Allora, eccomi qua a raccontarvi la 3° tappa del circuito Gravity Race.

Si corre ancora nelle Marche, ma sulla pista di Cingoli, tracciato abbandonato da alcuni anni ma ripreso, sistemato, allungato e reso più adrenalinico dagli amici Cingolani.
Sabato mattina svolti i compiti soliti e caricato il mezzo si parte.
Questa volta si va a ranghi ridottissimi, Kristian e Diego sono ancora infortunati e Nikere non aveva più punti famiglia, a partire siamo solo Io e Fabietto accompagnato dalla sua donna (Valentina) e anche Gigi (Pierlo) che non viene a correre ma si viene a divertire il Sabato girando in bike e riprendendo confidenza con il mezzo e le varie piste, da quando ha ripreso ad andare in bike è tornato bambino.
Passo ad Arrone dove mi aspetta Fabio e ci avviamo verso Ferentillo dove ci attende Pierlo, breve sosta e si prosegue, lentamente visto che il mio pik-up da segni di squilibrio, verso Cingoli. Si arriva in tarda mattinata e si monta subito il gazebo e le tende per la notte.
Il nostro paddock è vicino a quello dei nostri amici del team Monarca, per la gara sono venuti l'immancabile Filippo e Lollo.
Si mangia qualcosa e si pagano le risalite e poi giù a girare.
Partiamo piano per renderci conto di quali trappole diaboliche è fornita la pista hahahahaha.
Fabio avanti poi io e a chiudere Pierlo, il primo tratto è su un pratone con varie curve in leggera contropendenza poi si attacca con un bel muro seguito da un pianetto e da un altro muro discretamente ostico in contropendenza che finisce con una curva stretta a sinistra, qui Fabio parte per la tangente e abbraccia due piante, ci accorgiamo che Pierlo non è dietro di noi, attendiamo e non arriva poi decidiamo di proseguire.
Per un pezzo la pista ricalca il vecchio tracciato, con curve, contropendenze e saltini, si esce dal bosco e ci si immette su uno stradone, da qui il pezzo nuovo, c'è uno strappo in leggera salita che fatto a tutta ti strappa polmoni e gambe poi curva a destra e ti trovi su un ripidino, due curve e un altro drittone in leggera discesa da quì viene il bello con un ripido bello tosto e impegnativo, un saltone con lenging in tavole e un altro ripido disseminato di pietre, qualche altra curvetta et voilà se finì.
Torniamo alla partenza e ritroviamo Pierlo che ha fatto comunella con quelli del soccorso, tanto per rimanere in tema hahahaha, gli chiedo che cosa fosse successo e lui mi risponde che non se la sentiva, non era in giornata.
Noi continuiamo a girare fino a che l'organizzazione non dice stop.
Si torna al paddock si sistemano le bici, Filippo ci offre una doccia all'aperto con acqua a dir poco gelata ma dopo è decisamente meglio.
Ci approntiamo per la cena che facciamo insieme a quelli di Monarca, il tempo inizia a cambiare, si alza il vento e comincia a far freddo, dopo la cena ci rifugiamo nel bar vicino per il caffé e per scaldarci un pò. Via è tardi si va tutti a nanna, mi rifugio nella mia tenda sperando di non gelare ma quando mi infilo sotto le imbottite mi accorgo che tutto sommato si sta decisamente bene.
Verso le tre del mattino tic tic tic, il diluvio ha inizio e non smetterà per tutto il giorno.
Il mattino ci svegliamo con un tempo e una temperatura decisamente invernale, alzo gli occhi e sulle cime intorno è nevicato ma... non eravamo in primavera?
Ci si veste e si va alle iscrizioni, si discute se sia il caso di annullare la gara o no.
Partono alcuni rider per una ricognizione della pista al loro ritorno il responso è "ok si corre".
Non sarà mica un pò d'acqua a metterci paura, invece molti rider si ritirano scoraggiati dal tempo e dal terreno allentato ma noi no, siamo abituati a queste condizioni e si corre. Arriviamo al momento della partenza io vado per primo Fabio parte una decina di minuti dopo.
Quando sono al cancelletto ripenso a Kris e Diego e mi sale l'angoscia e il terrore di diventare il terzo in(s)fortunato.
Decido di andare tranquillo e portare il tempo a casa, poi proverò a tirare nella seconda manche.
Parto pedalo e all'altezza del primo muro mi si spegne la luce, la mascherina è un blocco di fango e a malapena riesco a vedere dove vado, comunque finisco la gara, il tempo fatto non è buono, secondo me, addirittura schifoso ma vedendo i tempi degli altri mi rincuoro, tutto sommato mi difendo.
Arriva pure Fabietto, ha la maglia della divisa completamente a brandelli, è scivolato e si è fatto tutto un pezzo di pista sulla schiena ma nonostante la rovinosa caduta è riuscito a strappare pure lui un tempo dignitoso.
Parte la seconda manche Fabietto decide di rinunciare, io invece decido di provare a migliorare, parto veloce e più sciolto della prima, tutto apposto, come di consueto mi si spegne la luce per il fango e ad un certo punto decido di levarmi la maschera perchè non vedo veramente più nulla, si riaccende la luce ma gli schizzi di fango negli occhi fanno male, all'imbocco di una delle curve finali mi parte la ruota anteriore e cado mi rialzo e prendo la bici devo fare un pezzetto di salita per rimettermi in pista ma non ci riesco, scivolo come se stessi su una lastra di ghiaccio, alla fine riesco a ripartire e concludo, non vedo il mio tempo e non riesco a sapere se ho migliorato o no.
Si torna al paddock e si comincia a smontare, naturalmente sempre sotto il diluvio fino a che... sorpresa l'acqua si trasforma in neve non ci posso credere!!
Si va a rifocillarsi nello splendido buffett messo a disposizione dall'organizzazione e poi ci si avvia verso casa.
Fabietto e la moglie partono per primi, io aspetto Filippo per vedere se ha bisogno di un traino per uscire con il furgone dal campo ma tutto bene il Bedford è una ruspa.
Via si parte e all'altezza di Camerino la bufera si scatena con già cinque centimetri di neve sulla strada e non si vede a più di 100 metri, praticamente è inverno pieno e pensare che il giorno prima eravamo in T-Shirt.
Telefono a Fabio per sapere dove è arrivato... si è perso ed è finito in qualche parte nelle Marche con la macchina bloccata dalla neve non c'è speranza per lui. Inserisco le 4x4 e proseguo spedito verso casa, arrivo e scarico, finalmente il riposo.
Qui si conclude anche questa splendida trasferta.

Alle 21:00 ricevo la telefonata di Fabio...... ah, si Fabio, sarà arrivato a casa?
Mi dice che dopo aver ritrovato la strada si è dovuto fermare a dormire nel Motel di Muccia perchè la troppa neve non gli permetteva di camminare... rientrerà il Lunedì in mattinata..........che stordito!!!!!!!!!

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(by Pisolo)

Commento di:  kristian del:  13/04/2010
 BRAVOOOOOOOOOOO...!!!!!!!!!!! mi diverto più a leggere che a correre...!!
Commento di:  pierlo8961 del:  13/04/2010
 Emiliano, sei il Sandro Ciotti del Gravity Race !
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